N°69 Dicembre 1999



Un Road King fiammegiante che perde parte della sua spocchia tourer per muoversi piu' agilmente in territorio custom.
Uno Sporster che prende a modello i vecchi bobber attaccabrighe americani.
Il "re della strada" e la "principessa delle roadster" si sono ritrovati insieme sotto il tetto della Numero Uno Savona, rispettivamente come cavalcature di Massimo, magazziniere dell'officina e Road Captain del locale Chapter HOG, e di Anna, felice compagna di Rino, boss della concessionaria.


Massimo, conosciuto nel giro come "Barabba" (non ho voluto indagare sul perche' di questo bizzarro soprannome), in questa storia di moto grandi, grosse e americane c'e' dentro, fino al collo, praticamente da sempre. Poco piu' che ventunenne se la spassa in sella a un 883, poi passa ad un Softail Heritage, si spara qualche chilometro su di una tenebrosa Night Train e, infine, approda su questa Road King Evolution dello scorso anno: finalmente una moto comoda! Per un biker tritamiglia e, nella fattispecie, per un Road Captain (questa e' la sua carica nell'HOG Chapter Savona), significa poter fare strada velocemente e, magari, con la possibilita' di trasportare qualcosa di piu' che lo spazzolino da denti e la tuta antipioggia. Ma, lavorando in un'officina dall'elevato contenuto custom come la Numero Uno Savona, e' quasi impossibile resistere alle continue tentezioni e presto, il re della strada comincia col perdere qualcosa del suo compassato look che lo ha reso erede delle austere Electra Glide di un tempo. E a guadagnare grazie a Screamin' Eagle qualche sano cavallino in piu', col montaggio di una nuova centralina d'accensione e del carburatore da 40 millimetri che respira a pieni polmoni grazie al nuovo filtro aria; fiato alle trombe con uno scarico due in uno - nero come il peccato - dotato di terminale Supertrapp Racing. Nuova grinta, ma anche rinnovata volonta' nel fermarsi sempre al momento giusto, col montaggio di un disco flottante anteriore "P&A", morso da una pinza PM a 4 pistoncini.

Le fiamme del re
La posizione di guida diventa piu' soddisfacente col montaggio di un manubrio butter-fly nero - anche se voci di corridoio ci assicurano che sta per arrivare uno sconvolgente apehanger - e di una sottile sella Badlander, uno dei best seller del catalogo accessori HD. Gli stivali di Massimo poggiano ora su delle pedane a mezza luna, comode quanto le originali, ma provviste di quell'indiscutibile fascino "old style" al quale da' manforte anche il simpatico specchietto rotondo. Inseguendo vecchi ricordi, il nostro amico ligure decide di verniciare di nero la forcella, compresa la carenatura, equipaggiando gli steli di nostalgici soffietti; anche i cerchi e i carter vengono ricoperti della lugubre pittura, mentre il grosso faro viene ingentilito da una spessa ghiera cromata. I parafanghi, rigorosamente originali, invece sono "ripuliti" dei fregi di serie, rivelando una inaspettata linea custom. Fondamentalmente nella preparazione e' la verniciatura della carrozzeria, opera di Motocolor, che sfrutta come base un bel rosso scuro incendiato da fiamme nere, nel piu' puro hot road style. Doverosa citazione anche per la Cromatura Cassanese, che si e' occupata delle parti trattate in nero. La "King's Flames", cosi' come e' stata battezata da Massimo questa FLHR, dimostra come anche una tourer puo' diventare un custom rubacuori, senza perdere l'indispensabile attitudine giramondo: basta buon gusto e un po' di buon senso ... Un "monarca" austero e illuminato!




La prima Harley non si scorda mai: e' il lontano 1987 quando un ragazzo ligure entra timidamente nella concessionaria Harley-Davidson di Milano, investendo tutti i suoi risparmi per comprarsi uno Sportster 883. Quel giovanottone, pochi anni piu' tardi apre la concessionaria Numero Uno di Savona, una delle prime e tra le piu' vivaci in Italia. Fonda il chapter HOG locale, radunando attorno a se centinaia di entusiasti fan del "Bar & Shield", e trova il tempo per organizzare un team short track che corre durante i gloriosi anni del campionato riservato alle Harley bicilindriche. Quel ragazzo, l'avrete oramai capito, e' Rino Cenacchi e non e' del tutto sorprendente sapere che quello Sporty, comprato con tanti sacrifici dodici anni fa, e' ancora parcheggiato nel garage di casa. Quando affermiamo che un H-D non e' una moto come le altre e' anche per questo motivo: una volta che ti entra nella vita un bicilindrico americano, e' come se la tua famiglia si allargasse. L'XLH, a ogni buon conto, e' passato dal 1990 - quando Rino acquista il Softail col quale viaggia tutt'oggi - nelle mani di sua moglie Anna, che la usa praticamente tutti i giorni. Pensate che il motore e' esattamente lo stesso che li accompagno', una decina di anni fa, addirittura al Super Rally in Norvegia. Oggi Rino e il team della Numero Uno Savona decidono che e' tempo di aggiornare il look dello Sporty ... guardando al passato! Ancora una volta sono i grassottelli ma scattanti bobber americani degli anni 40 e 50 a ispirazione XL (inteso come taglia extralarge) del buon vecchio XLH!

Una moto da femminucce
E' chiaramente l'avantreno a subire i primi attacchi dei meccanici, capitanati dall'innarrestabile Trottolino: la sottile Showa da 39 millimetri lascia il posto a una piu' importante forcella GCB; tra i suoi luccicanti foderi troviamo ora un cerchio H-D da 16" normalmente di stanza sugli Heritage Softail, gommato da un Dunlop da 130. La ruotazza e' ora stoppata da una pinza PM a 4 pistoncini, che agisce su un disco flottante Numero Uno. Il pneumatico posteriore da 130 lascia il posto a un piu' robusto 150, per montare il quale e' stato necessario modificare il pignone per mantenere l'allineamento della catena; a ricoprire un minimo il nuovo Dunlop e' stato scelto un parafango Fat Bob da rigido, accorciato al punto che e' stato necessario un ridimensionamento dei supporti.
Sia il cerchio posteriore che quello anteriore vengono poi verniciati di nero, una caratteristica molto frequente, a quanto pare, nelle preparazioni Numero Uno Savona. Decisamente aggressiva la posizione di Anna "in action", con le mani attaccate a un manubrietto sportivo e i Walker appoggiati ai nuovi comandi avanzati. Ancora una volta, la verniciatura sembra uscire da un vecchio libro dedicato agli hot road e alle custom car degli anni 50: un rosso Chevrolet, impreziosito da scallop nere con filetti bianchi. Se vi state chiedendo dove avete visto un simile schema , smettete pure di spremervi le meningi: e' lo stesso applicato sul bobber WLA preparato dalla Numero Uno Mantova e presentato sul numero 55 di Freeway.
Ed anche il carrozziere e' il medesimo, l'ormai celebre Francesco Melega from Bologna. Credo che lo Sporty di Anna potra' diventare una miniera di idee per chi vuole una trasformazione di carattere, senza spendere un capitale e senza compromettere le qualita' ciclistiche che hanno reso questa americana la piu' longeva maximoto al mondo. E una tra le piu' amate, certamente.




...E Rino?
Abbiamo parlato di Massimo il magazziniere della concessionaria, di Anna, sua moglie ... ma Rino, che fine ha fatto? Il boss della Numero Uno Savona ha lasciato perdere cacciaviti e saldatrice e si sta dando da fare con cambiali e mazzette, piccone e cazzuola: sta infatti preparando i locali della nuova sede della sua storica concessionaria nella vicina Vado Ligure, che saranno piu' grandi e piu' pratici di quella attuale situata nel centro storico di Savona. Ma per ammirare l'ultima versione del suo Softail, bobberizzato senza pieta', dovremo aspettare ancora un po'. Pare che al momento il suo tempo e le sue finanze siano tutte impegnate in questa importante impresa ...