Poi il ritorno agli anni '50 della versione Hydra - tutti li ricorderete insieme sulla
copertina del numero 13 di Freeway - e poi ancora l'aria aggressiva della versione nera opaca,
d'ispirazione corsaiola. Nell'inverno scorso il Softail finisce in officina, finisce in mille
pezzi ... Niente paura, nessun problema: l'affidabilita' dell'ingenua ma poderosa meccanica
Harley e' ormai proverbiale, salvo un alternatore bruciato nel lontano '90 ed una frizione
consumata. Questa volta a Rino viene la volgia di costruire un Softail maneggevole, compatto
ed essenziale, senza scendere a compromessi di comfort e guidabilita'. Tiene quindi il telaio
originale, senza abbassarlo troppo, ed impiega un'ottima forcella Ceriani tradizionale.
Sui mozzi H-D raggia due larghi cerchi da 16"; la gomma anteriore e' un 130/90 Dunlop,
dietro un bel 200/60 Avon che richiede un canale da 5 pollici. Pinze PM a quattro pistoncini,
un disco PM da 13" ed il posteriore flottante del Bad Boy assicurano una frenata poderosa.
Ad una ciclistica solida corrisponde una carrozzeria sobria, frutto dell'immaginazione di Rino
e delle mani d'oro di Trottolino, capomeccanico di Numero Uno Savona, il serbatoio SuperGlide,
liscio senza la strumentazione originale, ben s'armonizza al parafango anteriore Softail
Custom allargato; il posteriore proviene da uno Sportster ed integra il fanalino cateye ed i
supporti che s'imbullonano al telaio. Tutto viene ricoperto da Motocolor - Milano con un ricco
blu Bugatti, ravvivato da una banda giallo taxi che fa tanto muscle car anni '70 e sottolinea
lo spirito del grosso e generoso bicilindrico. La preparazione e' piuttosto contenuta: bobina
e centralina Screamin'Eagle, carburatore S&S Super E, scarichi fatti in casa con terminali
Harley. Dopo aver aperto il motore a 95.000 km Rino e' rimasto soddisfatto per la scarsa
usura ed ha deciso di richiuderlo con le fasce, i pistoni e tutto il resto originale,
cosi' coma aveva lasciato la catena di montaggio nel 1989. Giusto una bella passata di nero
raggrinzente - courtesy of Numero Uno Mantova - e l'indispensabile conversione a catena per
montare la gommazza da 200. Pochi accessori, tra cui un piatto manubrio butterfly tagliato,
sella e comandi avanzati Custom Chrome, faro Springer H-D; qualche nottata in officina con
Trottolino e Frank, poi il Rino e' ripartito sulla sua Bulon, solcando il traguardo dei
centomila chilometri verso una nuova stagione in sella. E la storia continua ...