N°93 Dicembre 2001

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Nel 1989 bisognava avere una grande immaginazione per prevedere il successo che da li' a poco avrebbe baciato in fronte Willie G. e tutta la Band di Milwaukee. Eppure c'era gia' chi, come un certo Rino di Savona, non esitava a giocarsi tutto e di piu' nel nome del Bar & Shield.


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Il flirt tra il signor Cenacchi e il bicilindrico piu' bello del mondo inizia gia' nel 1986 quando entra nella concessionaria ufficiale milanese con un assegno pesante come il piombo per uscirne felice in sella a uno Sportster (che tuttora vive con lui ma portato a spasso dalla moglie Anna). Inevitabile che anche Alfredo, suo compagno di avventura, cadesse in tentazione decidendo di tirarsi a casa prima un XL 1100 e poi un Low Rider. Durante uno dei periodici atteraggi nel capoluogo lombardo per il consueto tagliando avviene il fatale incontro tra la coppia e Carlo Talamo; vedendoli passeggiare per via Niccolini, in attesa che venissero riconsegnate loro le moto, il boss dalla Numero Uno si avvicina pericolosamente e spara a bruciapelo un: "Ma perche' voi due non mi aprite una concessionaria a Savona?".
Rino e Alfredo la prendono piuttosto sul faceto ma gia' sulla strada del ritorno la proposta comincia a rosicchiarsi come un tarlo uno spazio sempre piu' consistente nelle loro teste a V. La questione se il signor Talamo scherzasse o meno diventa un argomento che debutta in Autogrill e li accompagna fedelmente nei giorni a venire. Rino decide di affrontare la cosa di petto e chiama Milano.
Da li' a poco si organizza una cena a tre dove si parla di un sacco di belle cose, meno che dell'argomento piu' spinoso: il denaro. "Il nostro incubo maggiore era sapere finanziariamente quanto ci voleva per poter utilizzare il marchio Numero Uno - ci confessa Rino - perche' noi soldi non ne avevamo assolutamente!" Ma la risposta che da' Talamo e' consolante: "Niente!" Ancora una volta e' tornando sulla Riviera che i due si consultano e gia' all'arrivo la decisione e' presa! Il 4 febbraio 1989 viene inaugurata la Numero Uno Savona, la seconda concessionaria Harley-Davidson ufficiale d'Italia.

Nasi di Gatto e Repubbliche Marinare
Rino chiude il bar che da qualche tempo gestisce con la moglie Anna, assume part-time Gaspare come meccanico e comincia a diffondere il sacro verbo in Riviera. Alfredo non rinuncia al suo vecchio lavoro e si fa vedere qualche ora durante il pomeriggio. Nel 1993 Gaspare lascia e si mette in proprio, arriva Roberto, alias Trottolino, che diventa capo-officina. Intorno al Numero Uno si crea un clima caloroso ed eccitante: "Immediatamente si e' formata una vastissima cerchia di clienti e di amici - sottolinea Rino -. Oltre che per le motociclette, gli harleysti arrivano fino a Savona, alcuni da molto lontano, proprio per l'ambiente.
"Da vero motociclista, amante della strada e delle feste tra amici, Rino organizza nel 1990 uno dei primi raduni riservati esclusivamente alle Harley: la prima edizione del "Naso di Gatto" ha luogo sulle colline del Savonese e l'iniziativa va avanti con successo fino al '92. "Gia' nel 1989, due mesi dopo l'apertura, avevamo pero' organizzato un run che da Savona andava fino in Piemonte attraverso le stradine dell'entroterra, con tappa serale a Sanremo - ricorda Mr. Cenacchi - Ci saranno state una sessantina di moto di cui almeno la meta' arrivate da Milano. C'era anche Carlo Talamo. E Jovanotti!"
Nel 1995 nasce finalmente il locale Chapter HOG, che inaugura la sua attivita' con il riuscitissimo "Costa Azzurra Run", capace di unire felicemente l'attitudine tritamiglia con il piu' schietto spirito vacanziero. Nel 1999 viene organizzato il ben piu' ambizioso "Tour delle Repubbliche Marinare", dove una lunga carovana di Harley attraversa letteralmente la Penisola, da nord a sud e da ovest a est. Oggi il Chapter conta una sessantina di iscritti e si conferma tra le realta' HOG piu' attive in Italia.
Non e' una moda
Clienti da tutta Italia, un affolato HOG Chapter ... Ad un certo punto i 170 metri quadri della concessionaria di via XX Settembre cominciano a diventare realmente troppo stretti. Rino prende cosi' la decisione storica di trasferire baracca e burattini dal centro di Savona a Vado, pochi chilometri fuori citta'. La nuova sede e' grandissima: a disposizione ci sono circa 700 metri quadri, divisi tra esposizione e officina. Oltre a Rino, ci lavorano Roberto e Beppe in officina, Cristiano in magazzino e la fedelissima Daniela in ufficio.
Tra le H-D ci sono da qualche tempo anche le sportive Buell: "Non ho mai preso in considerazione una moto stradale prima che arrivasse la Buell - ci confida Rino - l'ho voluta provare perche' aveva il cuore Harley ... Me la sono tenuta un anno e devo ammettere che mi ha entusiasmato, forse perche' parla una lingua che capisco. Da queste parti piace parecchio e mi ha dato molte soddisfazioni in termini di vendita." Interrogato su quale potrebbe essere la principale differenza tra la sua e le altre concessionarie italiane, Rino butta li' un'ipotesi: "Forse si e' creata qui una specie di magia, che negli anni ha favorito la profonda amicizia tra persone di eta' ed estrazione sociale molto diverse. Grazie all'Harley ho visto cadere molte barriere!" La moto centra sicuramente ma molto del merito va al padrone di casa, perche' Rino e' un biker realmente innamorato di questi bestioni bicilindrici, entusiasta ancora oggi come lo era piu' di quindici anni fa. Come lui stesso ama sottolineare quando qualcuno arriva ad associare alle Harley la parola "moda" : "Le mode se ne vanno ... Io resto!".